Una terribile storia che arriva da Acri, nel cosentino, dove cinque ragazzi, tutti minorenni, attraverso l’utilizzo di un software di intelligenza artificiale, avrebbero generato delle immagini, a sfondo sessuale, utilizzando il viso di altri coetanei, ragazze e ragazzi.
Le immagini, diffuse attraverso Telegram, sono arrivate però
nelle mani di un genitore che, riconoscendo il volto di sua figlia, ha sporto denuncia alle autorità competenti.
Da qui si è dato il via alle indagini, che hanno portato alla scoperta del caso.
La Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di diffamazione a mezzo internet a seguito di tre casi di deepfake segnalati alle autorità competenti e riguardanti scatti di minorenni vestite poi trasformate con l’utilizzo di programmi di editing in foto di nudo.
Oltre 200 sarebbero gli adolescenti vittime inconsapevoli di una manipolazione digitale a sfondo sessuale, per mano di altri minori, coetanei, compagni di scuola per un totale di circa 1200 le immagini modificate attraverso il software dell’intelligenza artificiale con i volti di ragazzi e ragazze.
Secondo quanto ricostruito, il responsabile dell’accaduto avrebbe generato scatti osé, rendendosi artefice della pratica del deepfake, tecnica per la sintesi dell’immagine umana fondata sull’intelligenza artificiale e usata per combinare immagini e video esistenti con prodotti non autentici.