“La decisione assunta dal Tribunale di Crotone è la conseguenza di anni ed anni d’inadempienze ed insufficienze anche gravi che rischiano, se non si corre immediatamente ai ripari, di compromettere l’infrastruttura più importante del sistema economico e sociale della città e della provincia di Crotone. Non voglio – afferma Flora Sculco, consigliera regionale di Calabria in Rete – perché adesso non credo sia opportuno, individuare responsabilità, che pure ci sono e sono tante. Tuttavia, deve essere bene chiaro a Governo, Parlamento, Regione, sistema imprenditoriale pubblico e privato del Paese che, qualora l’aeroporto venisse azzerato, si assesterebbe un colpo micidiale all’economia di un intero territorio della regione più povera d’Europa. Tutti i soggetti che hanno ruolo e responsabilità sono chiamati, oggi e non domani, ad intervenire, per scongiurare la morte di un’infrastruttura fondamentale per Crotone e la sua provincia. I dati economici e sociali di un’area che vive una forte crisi come quella Crotonese sono noti anche alle pietre: prima la deindustrializzazione – spiega Flora Sculco – con il lascito di problemi ambientali immensi e tuttora irrisolti, poi una disoccupazione con cifre da capogiro e un impoverimento generalizzato che mette a repentaglio la tenuta stessa della democrazia. Questo è lo scenario sociale su cui interviene il decreto del Tribunale sul fallimento della Sant’Anna spa. Senza aeroporto, lo sforzo di riscatto economico e sociale del territorio che pure è ravvisabile, sebbene fra cento difficoltà, subirebbe una battuta d’arresto con conseguenze disastrose”. Ancora Flora Sculco: “Vale la pena ricordare che soltanto qualche giorno addietro si è conseguito il raggiungimento, storico ed incoraggiante, dell’obiettivo dei 100mila passeggeri da e per Crotone con un trend incoraggiante che ipotizza la cifra dei 250mila passeggeri per il 2015. Proprio in questo momento ed in presenza di questa situazione, non si può consentire, per nessuna ragione al mondo, che l’aeroporto di Crotone possa chiudere i battenti. Di fronte a un’evenienza cosi sciagurata, ingiustificata ed incomprensibile, abbiamo il dovere di reagire, tutti, subito ed all’unisono, per rimettere le carte a posto e riprendere un percorso che consenta la vita e la continuità dello scalo. Per quanto mi riguarda, mi batterò con tutte le mie forze, ed anche di più!”
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