Omicidio Sara Campanella – il messaggio alle amiche: “Il malato mi segue”
È durata una manciata di ore la fuga di Stefano Argentino, lo studente universitario 27enne che lunedì pomeriggio ha sgozzato davanti a decine di testimoni una collega di facoltà, Sara Campanella, giovanissima studentessa della provincia di Palermo, da due anni nella città dello Stretto per studiare.
All’indagine, condotta dai carabinieri in tempo record, hanno contribuito i racconti dei testimoni dell’omicidio, che hanno subito descritto l’assassino, le immagini di videosorveglianza della zona – un’area trafficata vicina allo stadio – e i racconti delle amiche di Sara. La ragazza subiva da due anni le attenzioni moleste di Stefano che non si rassegnava a essere respinto. Le colleghe della vittima lo sapevano. E lunedì Sara aveva mandato a una di loro un messaggio: “il malato mi segue”.
I carabinieri del comando provinciale di Messina l’hanno trovato nascosto in una casa della sua famiglia a Noto, nel Siracusano.
Si era allontanato in auto dopo l’omicidio – uno dei testimoni aveva anche tentato di rincorrerlo – sperando di averla fatta franca. Una fuga favorita da qualcuno, sospettano i carabinieri che ora stanno cercando di identificare chi ha aiutato il femminicida a dileguarsi dopo avere ferito a morte Sara. Nel pomeriggio di ieri in tantissimi si sono ritrovati nella galleria Vittorio Emanuele per manifestare contro l’ennesimo femminicidio.